Verona.....Città dell'amore per eccellenza
Sull'origine del nome ci sono varie ipotesi. Una di queste rimanda al periodo etrusco/veneto. VE indicherebbe la popolazione Veneta dominante al tempo, RO starebbe per scorrere dal greco "reo" e NA avrebbe origine etrusca ed indicherebbe un insediamento. VERONA avrebbe duncque il significato di città dei Veneti sul fiume.
ORIGINI
Le prime tracce umane documentabili risalgono al PALEOLITICO e sono circoscritte nelle zone oggi chimate Valpolicella e Val Squaranto. Bisogna attendere l'ETA' DEL BRONZO per avere riscontro dei primi insediamenti sul Lago di Garda in villaggi-palafitta. L'ETA' DEL FERRO è contrassegnata invece dalla mescolanza delle popolazioni della Pianura Padana che cominciano a convivere. Gli ETRUSCHI si spinsero fin qui sino all'avvento di VENETI e CELTI che divennero i due ceppi predominanti nell'area veronese. La meglio la ebbero i primi grazie all'alleanza con i Romani che diedero appunto il nome Veneto alla regione Cisalpina.
Verona romana
L'impetuoso corso del fiume Adige costrinse ad edificare i primi insediamenti sotto le colline in riva al fiume. La VIA POSTUMIA, che venne realizzata a partire dal 148 a.C., fù un chiaro segno dell'espansione che i Romani intrapresero verso Nord Est. Più tardi nel 46 d.C. altre vie ne arricchirono l'importanza come la CLAUDIA AUGUSTA verso Nord e la GALLICA in direzione di Milano. Colonizzando la zona essi si mescolarono con le popolazioni pre-esistenti e organizzarono la città secondo la tipica struttura urbana romana. La città e la zona transpadana diventarono così importanti per l'impero da diventare nel 49 a.C. MUNICIPIO ROMANO grazie all'imperatore Cesare. Questo si deve anche alla integrazione culturale che avvenne tra le popolazioni originarie ed i romani. Verona faceva parte della X regione denominata Venetia et Histria, porta d'Italia e per questo molto controllata. Durante l'età flavia Verona visse il suo periodo di maggiore floridezza. La Valpolicella era già nota per il suo vino che sembra piacesse molto ad Augusto. La minaccia continuò però delle popolazioni nordiche che spinsero Gallieno a dotare Verona di una nuova cinta muraria che incluse anche l'Arena. I continui attacchi delle popolazioni barbariche fecero di Verona dimora di grandi gerarchi che cercarono di difendere il cuore dell'Impero dalle invasioni e frenare la presa di Roma.
Verona medioevale
La diffusione del Cristianesimo nel III e IV sec.d.C. fece da collante tra le popolazioni ma allo stesso tempo rappresentò anche motivo di scontro e di confronto. La città ebbe una conversione più veloce e controllata, mentre nelle zone di campagna spesso si continuò a pregare le divinità pagane come Minerva, protettrice dei veronesi. In questo panorama ebbero la meglio sui Romani gli OSTROGOTI che nel V sec. a.C. e dopo la fine dell'Impero Romano d'occidente fecero di Verona una delle città più importanti del Regno. Teodorico, re degli Ostrogoti, fù una figura molto importante tanto che ancora oggi molti luoghi e attività commerciali ne portano il nome. A lui si devono molti interventi come la costruzione e ristrutturazioni delle mura, acquedotto, terme e palazzi. Nel 569 però agli Ostrogoti seguirono i LONGOBARDI che ancora una volta fecero la città centro focale del Regno per quasi 200 anni. Celebre la storia di Alboino che costrinse Rosmunda a bere nel teschio del padre, la quale lo fece uccidere per vendetta. Si assistette in quel periodo all'unificazione religiosa longobardo-romana che portò a Verona un pò di tranquillià. Nel 774 ADELCHI fuggendo dalla città di fatto la consegnò a CARLO MAGNO. Dopo essere stata Contea, Verona diventò MARCA del Sacro Romano Impero nel 952 e sviluppò l'artiginato ed il commercio diventando anche sede della propria zecca. La città fu spesso la residenza di Re Pipino figlio di Carlo Magno. Molti edifici religiosi sorsero o vennero ristrutturati in questo periodo grazie anche all'operato dell'Arcidiacono Pacifico. Le chiese presenti in città prima del 1000 erano ben 48. Nel 1136 grazie al potere riconosciuto alla CASA DEI MERCANTI e alle nuove classi sociali e dopo numerose lotte interne la città diventò LIBERO COMUNE pur riconoscendo l'autorità imperiale. Rivendicò però più spazio di azione per sviluppare i commerci. Per cercare di sedare i continui scontri tra le importanti famiglie veronesi il Comune venne retto da una figura esterna, prima Console poi Podestà.
Erzellino III da Romano designato a questa carica dalla famiglia Monticoli della fazione dominante al tempo, venne riconosciuto dall'imperatore e si affermò in modo deciso al potere. Preparò il terreno a Mastino DELLE SCALA che nel 1259 venne prima nominato Potestà e poi utilizzò la sua carica per far affermare la sua famiglia a capo della città trasformandola di fatto in una SIGNORIA di breve durata ma di grande impatto che termino nel 1387. I nuovi ordini religiosi ritornano in città e si insediano nelle vecchie chiese e monasteri ristrutturandoli con il contributo anche delle possidenti famiglie cittadine. Fù un periodo di grande espansione economica, stabilità politica e mecenatismo durante il quale Verona divenne una delle quattro città industriali italiane specializzata nella manifattura tessile. A Cangrande Della Scala infatti Dante dedica il Paradiso della sua Divina Commedia. Ad egli si deve anche la conclusione della nuova cinta muraria che rese Verona una delle città fortificate più ampie d'Europa. Ma il crescente autoritarismo della casata portò alla sconfitta Alberto Della Scala e Verona passò sotto il dominio milanese dei Visconti, fino al 1405. Anche se di breve durata il dominio dei Visconti lascio alcuni segni architettonici importanti in città (la Cittadella, le fortificazioni, il Castello di San Felice), ma soprattutto Verona perse il suo ruolo predominante divenendo un importante centro ma subordinato al potere prima visconteo poi veneziano.
Verona veneziana
Dopo la morte di Giangaleazzo Visconti la signoria milanese si indebolì e Verona diventò prima preda dei da Carrara di Padova, e poi della SERENISSIMA Repubblica di Venezia che conquistò la città. I veneziani lasciarono immutate molte istituzioni politiche cittadine mettendo però a controllo due rettori, il podestà ed il capitano. Si potè godere di ben 4 secoli di relativa serenità politica ed economica che favorirono lo sviluppo delle attività commerciali e la concentrazione del potere nelle mani di poche famiglie patrizie, nobili o di grandi mercanti. Fù così che molte famiglie non nobili inventarono passati ed avi illustri per legittimare la loro posizione di potere. L'Adige diventò per Verona e per la Serenissima di vitale importanza per i commerci con il centro Europa, essendo navigabile fin da Bolzano in entrambe le direzioni. Il fiume era vivace fulcro degli scambi commerciali. L'attività trainante del 1400 fù sicuramente la lavorazione della lana, grazie alla materia prima di ottima qualità e la nascita di stabilimenti per la tessitura. L'intraprendenza mercantile diventò quindi anche veicolo di affermazione sociale. Nel secondo '500 fu la seta a diventare invece molto importante per le famiglie di mercanti veronesi. Si diffusero piantagioni di gelso e l'attività di filatura. Successivamente gli investimenti si diressero verso l'agricoltura e lo sfruttamento della campagna. I grandi latifondisti iniziarono a prendere importanza e la dimostrarono anche attraverso la costruzione di magnifiche ville. Verona rimase però soprattutto baluardo difensivo della Repubblica, che costruì durante il '500 nuove fortificazioni. Una radicale trasformazione delle mura e delle porte ad opera principalmente di Sanmicheli ne fu una dimostrazione. Venne realizzata la Spianà, una zona ad ovest della città, fuori le mura, sgombra da insediamenti. Un ulteriore importante intervento difensivo. Alla vigilia della peste seicentesca Verona era una delle più popolose città d'Europa con 60000 abitanti. Dopo l'epidemia la popolazione di ridusse ad un terzo. La peste mise in ginocchio l'economia e la città visse un lungo periodo di crisi.
Verona napoleonica
Nel 1796 Verona venne occupata da Napoleone, approfittando dalla fuga degli austriaci che avevano violato la neutralità della Repubblica Serenissima. A Verona era anche ospitato il conte di Lilla, fratello del decapitato Luigi XVI e primo in linea di successione. Napoleone lo fece cacciare dalla debole e sottomessa Venezia che non ebbe sufficiente polso per difendere Verona lascinado la popolazione a combattere da sola contro i francesi nei sette giorni detti PASQUE VERONESI nell'aprile del 1797 mentre i francesi si rifugiarono nei castelli cittadini. L'esercito ebbe ordine di autofinanziarsi in loco mandando allo stesso tempo quanti più soldi a Parigi. Questo causò ruberie e distruzioni in tutta la città. Si dice infatti che anche le prostitute non si volessero concedere ai soldati di Napoleone. Fecero scempio di molti monumenti cittadini di epoche diverse oltre a razzie di opere d'arte. Con il trattato di Campoformio il Veneto venne ceduto agli Austriaci, ma purtroppo nel 1801 con la pace di Luneville l'Adige diventò linea di confine spaccando in due la città. I francesi distrussero i castelli di San Pietro e San Felice oltre alla torre della Campagnola sul ponte scaligero prima di ritirarsi a destra dell'Adige. Il fiume perse dopo centinaia di anni la sua funzione commerciale importantissima mettendo a dura prova l'economia cittadina. Cinque anni più tardi e fino al 1814 i francesi riunificharono Verona sotto il loro potere. Dismisero ben 28 conventi trasformandoli in edifici civili. Nel 1814 con la caduta di Napoleone passò integralmente sotto il dominio asburgico, ricoprendo anche questa volta un grande ruolo difensivo e militare, che portò alla costruzione di ben 50 tra forti e rondelle sparsi attorno alla città ed in provincia. L'imperatore Francesco I si attivò per risitemare alcuni monumenti cittadini e soprattutto edifici militari che però vennero ben inseriti nella struttura urbana creando lavoro e risollevando l'economia cittadina. La prima e la terza guerra d'indipendenza videro i loro momenti cruciali nel Quadrilatero fortificato ad ovest della città. La seconda lambì solo queste zone arrestandosi a Solferino e San Martino. Le due vittorie austriache e quella italiana certamente fecero migliaia e migliaia di vittime e feriti assisititi dai tanti ordini religiosi nati in questo periodo per dare assistenza. Proprio a Solferino Dunant decise di creare la Croce Rossa dopo aver visto la dilanazione dei corpi dei soldati.
Nell'ottobre del 1866 Verona venne annessa al Regno d'Italia e gli austriaci lasciarono la città.
Verona italiana
Il periodo post-austriaco a Verona fu caratterizzato dalla voglia di emulare il più rapidamente possibile il progresso economico già in atto in Europa. Purtroppo il perido di floridezza economica era ormai passato e la città si trovò a far fronte a molteplici problemi finanziari che bloccavano la crescita e lo sviluppo commerciale ed industriale. Con grinta però vennero restaurati i monumenti cittadini, realizzate opere per promuovere l'economia locale come il canale Camuzzoni e soprattutto dopo la piena del 1882 che distrusse molte parti della città, venne conferito un nuovo aspetto urbanistico. Vennero interrati alcuni canali, costuiti i muraglioni lungo il fiume, ricostruiti i ponti e demolite le case pericolanti. Dopo ben 400 anni anche la nota zona della Spianà venne urbanizzata perdendo il suo significato difensivo e favorendo la nascita dei quartieri ad ovest del centro. Grande fervore in questo periodo del settore industriale con Fedrigoni, Galtarossa, Mondadori, ma anche nel mondo culturale con personaggi come Aleardi, Barbarani, Messedaglia, Salgari, Dall'Oca Bianca solo per citarne alcuni. Era grande quindi la voglia di riscattarsi da un periodo di ristagno se non di regressione economica. Accanto allo sviluppo industriale si affermarono anche i movimenti socialisti che si contrapponevano ai liberali/cattolici. Era l'epoca della nascita ed espansione dei quartieri operai e popolari che costrinse ad estendere ed inglobare comuni limitrofi. Il dramma del secolo iniziò con la prima guerra mondiale durante la quale le nuove tecnologie militari altro non portarono che distruzione e terrore. Gli austriaci seppero sfruttare le loro conoscienze della città per colpire i punti strategici. Fù un periodo di grande incertezza economica con uomini al fronte e donne su cui gravarono molte, troppe impellenze. La popolazione straziata e sfibrata dalla guerra, sul punto di cedere agli austriaci (padroni di casa ben noti), si trovò sul carro dei vincitori al costo però di ingentissimi danni il 4 novembre del 1918. Nel primo dopoguerra la disoccupazione e l'inflazione non aiutarono sicuramente. In queste circostanze naque il "fascio terzogenito" (perchè nato sulle orme di Milano e Torino) che riuscì ad infiltrarsi rapidamente nelle istituzioni. Iniziarono grandi opere pubbliche nel tentativo di diminuire la disoccupazione. Nel '29 i Patti Lateranenesi tentarono di mettere un pò di ordine nei rapporti con la Chiesa, ma fù anche l'anno del tracollo finanziario americano. Il governo necessitava di fondi per finanziare i suoi progetti, anche coloniali. A questo contribuirono gli 11 quintali di oro e argento raccolti tra la popolazione in piazza dei Signori.
Con la seconda guerra mondiale alla porta Verona iniziò a dotarsi di rifugi antiaerei senza purtroppo sapere che verrà bombardata almeno 40 volte, soprattutto nel perido della Repubblica Sociale quando ne divenne la capitale ufficiosa. I tedeschi erano i padroni del territorio ed i veronesi furono costretti a servire e tacere. Poche città italiane vennero bombardate come Verona, e sempre poche città italiane subirono cosi gravi danni a monumenti e beni artistici. Su 20 chiese ben 18 vennero bombardate. Ultima barbarie dei tedeschi fu la distruzione di tutti i ponti cittadini, compresi i centenari Pietra e Scaligero. Il 25 aprile 1945 Verona fù liberata, ma irriconoscibile.
Grazie all'impegno dei politici veronesi Verona iniziò la sua ricostruzione guardando al futuro. La posizione, da sempre privilegiata, favorì la crescita delle attività di trasporti e logistica, al consolidamento dell'agricoltura e delle imprese artigiane e allo sfruttamento turistico del territorio.
L'autore di questa pagina è responsabile per il contenuto in modo esclusivo!
Per contattarlo utilizza questo form!









